Bergadano Bonelli

VICARIO GENERALE • Bergadano Bonelli apparteneva a una famiglia originaria di Prazzo, legata probabilmente a quella dei Berardi di San Damiano. Si spostò da Dronero a Saluzzo nel 1370, divenendo procuratore dal 1375 e poi vicario generale dal 1385 fino alla morte, nel 1425 circa, sotto i marchesi Federico II, Tommaso III e Ludovico I di Saluzzo. Ricoprì anche altri incarichi, trattando la liberazione di Tommaso III dopo due anni di prigionia presso il duca di Savoia, e divenendo esecutore testamentario del marchese. L’ultimo documento che vede comparire il suo nome è la Confirmatio capitulorun degli Statuti di Verzuolo del 1425. La sua lastra tombale, oggi andata dispersa, fu ritrovata nel 1790, murata su una casa in prossimità di Contrada Carrera; raffigurava Bergadano gisant, ovvero defunto e in posizione distesa, con spada e speroni caratteristici dell’investitura cavalleresca, tra gli scudi dei Bonelli.
Bergadano ebbe due figli: Gabriele, giurista, fu ambasciatore del marchese presso il duca di Savoia a Thonon, vicario del podestà di Alba nel 1440, podestà di Saluzzo intorno al 1450 e morì intorno al 1475; Giorgio si laureò in Diritto a Ferrara nel 1467, fu consigliere e vicario marchionale dal 1475 al 1478, quando divenne podestà.