
PITTORI • Tommaso e Matteo Biazaci da Busca, noti anche come Buzaci, Busacci o Biasacci (anche se le iscrizioni che apposero alle loro opere riportano sempre “Biazacio” – Thomas Biazacius de Busca et Matheus eius frater – o “Biazaci” – Thomas Biazacii de Busca et Matheus eius frater) furono pittori attivi tra Piemonte e Liguria tra 1459 e 1504.
Dei due, Tommaso è ritenuto il maestro e Matteo il collaboratore; la loro attività iniziò con la miniatura, in una pagina miniata da Tommaso nel Codice degli Statuti di Savigliano, e poi con la pittura parietale. Tommaso nel 1465 decorò la torre dell’orologio di Savigliano, mentre a Marene, l’anno seguente, “Magistro Thoma e suis sociis” dipinsero stemmi sulle porte di San Giovanni per l’arrivo di Amedeo IX.
I fratelli si trasferirono in Liguria verso il 1474, dove realizzarono gli affreschi perduti nel presbiterio della chiesa di S. Bernardino ad Albenga. Nove anni dopo realizzarono sempre qui gli affreschi della parete destra, raffiguranti Inferno, Purgatorio, Paradiso, Vizi e Virtù.
Il 30 maggio 1483 i fratelli conclusero gli affreschi nel Santuario di Montegrazie presso Imperia, raffiguranti scene della Vita del Battista (abside e presbiterio), la Vita delle anime nell’Oltretomba, Vizi e Virtù (parete sinistra). Questi cicli evidenziano e definiscono lo stile pittorico dei Biazaci: echi goticheggianti uniti al gusto rinascimentale e una primitiva ricerca prospettica, dolcezza, mitezza e delicatezza nei volti e nei colori.
L’ultima opera conosciuta di Tommaso in Liguria è del 1488: un ciclo di affreschi nella chiesa di Piani di Imperia, con scene della Morte di Maria, della Vita degli Apostoli e di S. Lorenzo, Sibille e Dottori della legge.
Altri affreschi, attribuiti a Matteo e raffiguranti L’Annunciazione di Maria, la Vergine in trono col Figlio e i SS. Bernardino e Giovanni Battista, si trovano nell’oratorio di S. Croce (o S. Bernardino) a Diano Castello (Imperia).
Nel Cuneese sono invece attribuite o firmate:
- la Cappella Mater Amabilis di Cuneo;
- la facciata della Parrocchiale di Santa Margherita (Tommaso) di Casteldelfino;
- nella Parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Sampeyre, le arcate cieche laterali;
- la facciata della Confraria di Melle;
- la Cappella della SS. Annunziata a Chiot Martin di Valmala;
- a Venasca forse la facciata della casa della canonica;
- forse l’abside della Cappella di Santa Brigida di Piasco;
- la facciata della Parrocchia di Santa Maria Assunta di Rossana;
- a Busca, l’abside della Cappella di Santo Stefano, le vele del portico della Cappella di San Sebastiano, l’abside della Cappella di San Martino, l’interno della Cappella di San Giacomo;
- la cappella nella navata sinistra nella Chiesa di San Giovanni Battista di Caraglio;
- la facciata dell’Ospizio della Trinità in Valgrana;
- l’interno della Cappella di San Pietro (Tommaso di Macra);
- la facciata della Parrocchia di SS. Giorgio e Massimo (Tommaso) di Marmora.



