MAESTRI SCALPELLINI • Fratelli Zabreri • I fratelli Stefano, Costanzo e Maurizio “de Zabreriis de Pagliero”, originari della borgata Chiabreri, nel vallone di Pagliero di San Damiano Macra, furono a capo di una fiorente bottega di scalpellini, attiva a partire dal 1450 e per oltre tre decenni.
Proviene dal loro laboratorio gran parte dei fonti battesimali, portali, croci rogazionali, ghimberghe, sarcofagi e capitelli in marmo e pietra verde presenti nelle chiese gotiche delle valli del Marchesato saluzzese, in Valle Stura e nella pianura cuneese. Ispirati forse dalle sculture romaniche dei capitelli del Santuario di San Costanzo al Monte sopra Villar, svilupparono tuttavia un proprio stile, riconoscibile per le decorazioni floreali stilizzate, motivi araldici e iscrizioni sacre (versi iniziali di Ave e Credo) in caratteri gotici, di derivazione nordica e fattura raffinata.
Il nome Zabreri potrebbe essere la forma italianizzata dell’originale occitano Chabrier, ovvero caprai, forse il mestiere praticato all’interno della loro famiglia e della borgata di origine. Quale che sia l’origine, si tratta dei pochissimi lapicidi medievali di cui si conosca il nome in Piemonte. I loro marchi di fabbrica divennero i fonti battesimali a calice e, a detta degli studiosi, dominarono il mercato del Quattrocento monopolizzando la produzione lapidea religiosa.
La chiesa di Sant’Antonio in borgata Chiesa di Pagliero a San Damiano Macra fu forse la loro prima commissione, per la quale realizzarono i capitelli delle colonne, decorati con gli scudi dei Saluzzo e foglie di cardo: notevole è quello, seminascosto dal pulpito in legno, raffigurante un leone, simbolo medievale di resurrezione. Originariamente era posto qui anche un loro fonte battesimale del 1450, conservato ora nell’attuale chiesa parrocchiale, con il consueto incipit del Credo inciso sul bordo della tazza ottagona.
Risalendo la valle Maira, a Dronero i mastri scalpellini realizzarono per la Parrocchiale dei Santi Andrea e Ponzio un pregevole portale in pietra in stile gotico lombardo, formato da tre ghiere concentriche e due guglie che sostengono le colonnine portanti le statue dei santi dedicatari, sormontato da una ghimberga con un rosone a sei lobi, e decorato nelle ghiere e nei capitelli da fregi a motivi vegetali e floreali. L’architrave poggia su due protomi animalesche e reca scolpita un’iscrizione gotica con l’anno di riconsacrazione. I medaglioni in cotto ai lati del portale rappresentano il Tetramorfo, ovvero i simboli Apocalittici degli Evangelisti. Degli stessi artisti, nella navatella di sinistra è collocato un acquasantino gotico datato 1460.
A Villar San Costanzo, nella Parrocchiale di San Pietro in Vincoli, è attribuito alla bottega degli Zabreri un sarcofago marmoreo posto al centro della cappella Costanzia, che raffigura l’Abate Costanzia con gli abiti sacri, mitra e pastorale.
A Celle di Macra, nella Parrocchiale di San Giovanni Battista è posto un battistero gotico tra i più semplici della bottega dei fratelli, e a Elva, nella Parrocchiale di Santa Maria Assunta, è opera degli Zabreri una piccola acquasantiera risalente al 1463.










