
INSEGNANTE E POETESSA • Lucia Abello, nata a Stroppo nel 1948, vive in montagna fino all’età di 29 anni, insegnando per otto anni alle Scuole elementari di Prazzo, e nel 1977 si trasferisce a Dronero. Sin da bambina scrive poesie per liberare emozioni generate da stagioni interiori e dal paesaggio che la circonda. Ha partecipato a vari concorsi di poesia, e proprio dopo un successo in un concorso del 2010, l’associazione culturale “Amici di Piazza” di Mondovì le offre la pubblicazione di 37 poesie nel libro De Pours e de Bufes (Polvere e refoli), Ed. El Peilo.
La montagna è il filo conduttore che lega buona parte della sua produzione poetica: prima il timore dello sradicamento dalla terra e dalle persone care, poi i ricordi in tanti viaggi reali e virtuali.
Negli anni in cui ha insegnato, la lingua materna ha aiutato la comunicazione con alunni e famiglie, permettendole di recuperare tradizioni, proverbi, leggende, storia locale, che poi sono diventati oggetto di attività didattiche, integrate col canto, la recitazione, la danza.
Ha collaborato a periodici locali e nel 2018/2019 ha scritto racconti e testi vari e coordinato i contributi di 34 autori per la pubblicazione del libro Stroppo raccontata dagli Stroppesi, ed. Primalpe.
L’ouro dei loup
Apres lou brun,
la tacho des oumbres
se slarjo sal foun quiar.
Les aquesto l’ouro dei loup
que traversen la nuech,
i intren din caso senso picar a l’us,
i pien acò qu’empis i uei
e charjo la cousienso.
Les aquesto l’ouro des illusioun
d’un bonur chatà,
(ou vendu), armes senso seguro
che dan vido a’n turbi
de truc e d’espedient.
Les aquesto l’ouro dei rengret
per aquie can cambià adreso,
per i strem dal cor,
per un temp que replico pà,
per les oucasioun justo sfiourà.
Couro la farè journ, le strì
per aquel temp gastà,
per aver pa viscà la nuech
abou la mountagno d’esteles
que me sguinchaven.
L’ora dei lupi
Dopo iI crepuscolo,
la macchia delle ombre
si allarga sul fondo chiaro.
È questa l’ora dei lupi
che attraversano la notte,
entrano in casa senza bussare,
prendono ciò che riempie gli occhi
e carica la coscienza.
È questa l’ora delle illusioni
d’una felicità comprata,
(o venduta), armi senza sicura
che originano un vortice
d’inganni e di espedienti.
È questa l’ora dei rimpianti
per chi ha cambiato indirizzo,
per i nascondigli del cuore,
per un tempo che non dà repliche,
per le occasioni appena sfiorate.
All’alba, il disgusto
per quel tempo sciupato,
per non aver acceso la notte
con la montagna di stelle
che mi ammiccavano.



