
POETA E SCRITTORE • Pietro Antonio Bruna-Rosso, noto come Toni d’l’auro (Antonio del vento), nacque a Elva nel 1896. Dopo aver partecipato alla Prima Guerra Mondiale si sposò e andò a lavorare per un periodo in Provenza. Tornò in Val Maira alla vigilia del secondo conflitto, lavorando prima al Genio Militare poi al Distretto. In età già avanzata si dedicò alla stesura di poesie e memorie personali e alle ricerche linguistiche sulla parlata occitana elvese. È nato così, nel 1974, Il piccolo dizionario del dialetto occitano di Elva, pubblicato nel 1980. Il progetto è scaturito da “l’amore per la mia terra, per gli antenati e principalmente per la bella lingua imparata sulle ginocchia della mamma”, che contempla anche numerose espressioni del gergo segreto dei pelassiers, i mercanti di capelli.
Bruna-Rosso è autore anche di un piccolo diario, “quello che ricordo della mia vita”, dedicato in modo particolare all’esperienza vissuta in guerra come alpino. Ferito in battaglia nel 1916 sull’Altopiano di Asiago, fu portato in salvo da Giovanni Spirito Claro detto Pit d’Chafrè. Tornato al fronte fu fatto prigioniero sul Monte Nero.
Vien enca’
I-es tournà na randoulino
Bones nove, l’uvern es nes anà
Ven et co tu bello elvoulino
Que a vint ann t’ai ben amà.
Tourno enca a nost pais
En recourdand i journ passà
E s’aven jo i chabei gris
Soun i fiour dla nosto età.
Ven encà abou la vesto roso
Que pourtaves na quel temp,
Abou tu ma ment reposo
E moun cor es ben countent.
Ma jouventu es pol dir morto
Ma es pa mort t’oun souvenir
Ven encà picar ma porto
Mi ben leu te vau durbir.
Ven encà e bou la vous basso
A chamame moun cheri…
Ven tu dran que lou soulei passo
E mi sie panca endurmì
Vieni ancora
È tornata la rondine
Buone notizie, l’inverno se n’è andato
Vieni anche tu bella elvese
Che a vent’anni ti ho amata molto.
Torna ancora al nostro paese
Ricordando i giorni passati
E se abbiamo già i capelli grigi
Sono i fiori della nostra età.
Vieni ancora col vestito rosa
Che portavi a quei tempi
Con te la mia mente riposa
E il mio cuore è felice.
La mia gioventù si può dire morta
Ma non è morto il tuo ricordo
Vieni ancora a bussare alla mia porta
Io ti aprirò presto.
Vieni ancora e a voce bassa
A chiamarmi mio caro…
Vieni tu prima che il sole cali
E io non sia ancora addormentato.



