
POETESSA • Tiziana Raina nata a Elva, ha iniziato a comporre poesie in italiano, finché si è sentita pronta a scrivere in occitano, sua lingua madre. Nipote di Piero Raina, uno dei più grandi autori delle valli occitane, è vissuta a Dronero. Nel 2005 ha pubblicato con le Messaggerie Subalpine di Dronero la sua prima raccolta poetica, dal titolo Le mie poesie. È scomparsa nel 2024.
A la pouncho dal journ
Se artiro la nuèch,
quiaro aparéis l’albo
e entant que se tupisoun
le drìere, malandre estele,
en soupatar d’ale, en chant
d’n’uslet jo en fèsto.
En caséi jo s’desveio,
besoutio pian, per pa deranjar
qui al sonn se laisso encà anar.
Encà mai sentou
lou tapage dal bial,
lou mourmouriar d’la font,
l’archoc stilent d’la quioco
da la luègno guiéseto.
E encà en toumbarèl
que scricouleo ent’la campagno
e da la cassino en tiniar d’or;
es lou jal que chanto ent’la court.
L’alba
Si ritira la notte,
chiara appare l’alba
e mentre si spengono
le ultime, languide stelle,
un frullo, un canto
di uccello già in festa.
Un casolare già si desta,
bisbiglia piano, per non turbare
chi al sonno si lascia ancora andare.
Più sonoro sento
il rumore del rio,
il mormorio della fontana,
il rintocco argentino della campana
dalla lontana pieve.
E ancora un carro
che stride nella campagna
e dalla cascina un tintinnare d’oro;
è il gallo che canta in cortile.



