
MEDICO E POLITICO • Alessandro Riberi nacque a Stroppo il 24 aprile 1794. Il fratello maggiore Pietro entrò in seminario divenendo teologo, canonico della Cattedrale di Torino e professore al Seminario e Università della Capitale. Alessandro scelse invece le discipline scientifiche e si laureò in Chirurgia a Torino nel 1815 e in Medicina a Genova nel 1817. Nel 1820 divenne Assistente all’Ospedale Maggiore di San Giovanni Battista e qui, nel 1822, fu nominato Chirurgo assistente e Incisore anatomico. Nello stesso anno Re Carlo Felice lo nominò Chirurgo Maggiore della 4ª Compagnia delle Guardie del Corpo del Re. Nel 1825 divenne Professore Sostituto di Chirurgia dell’Università, e nel 1826 Professore di Chirurgia operativa e di Ostetricia, fondando il Laboratorio di Anatomia e Chirurgia – tuttora esistente e intitolato a lui – per la ricerca scientifica e la formazione degli studenti. Quando nel 1831 Carlo Alberto divenne Re di Sardegna, lo nominò Chirurgo della Casa Reale e della Sua Persona, e nel 1842 Chirurgo della Real Persona e dei suoi Familiari, del Duca e della Duchessa di Genova.
Nominato Presidente del Consiglio Superiore Militare di Sanità il 16 luglio 1843, fece approvare una legge che prescriveva che ogni medico militare dovesse essere medico-chirurgo, obbligando i già laureati a prendere la seconda laurea mancante, fondendo così i due corsi di laurea. Introdusse negli ospedali l’uso dell’anestesia e spesso praticò l’agopuntura sia per interventi chirurgici sia per finalità analgesiche. Nel 1848 fu eletto deputato nel Collegio di Dronero; l’anno successivo entrò in Senato. Fu Consigliere del Re dal 1848 e dal 1850 al 1861 Membro del Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione di cui divenne Vice Presidente. Nel giugno 1849 raggiunse il Portogallo per curare Carlo Alberto che, ormai moribondo, rinnovò la stima esclamando «le voglio tanto bene, caro Riberi, ma muoio!».
Fu anche Membro straordinario del Consiglio superiore di sanità, del Consiglio direttivo delle cliniche universitarie nell’Ospedale Maggiore di S. Giovanni Battista, dell’Amministrazione dell’Opera di maternità e dell’Ospizio generale di carità di Torino. Inoltre, fu Socio corrispondente dell’Accademia di Medicina di Francia, dell’Accademia Imperiale Medico-Chirurgica di S. Pietroburgo, dell’Accademia Fisico-Medico-Statistica di Milano, della Società Accademica di Medicina di Marsiglia, delle Società Mediche di Barcellona, di Lisbona. Fu anche Preside della Facoltà di medicina e chirurgia dell’Università di Torino. Oltre che abile chirurgo, fu un paziente e valido docente e si distinse per generosità e altruismo, adoperandosi in beneficenza, istituendo e sovvenzionando borse di studio e concorsi e rinunciando allo stipendio per qualche acquisto dell’Ospedale San Giovanni, in cui operò per 35 anni e dove creò a proprie spese un Museo Patologico.
Nel giugno 1861 cercò inutilmente di curare Camillo Benso di Cavour, vittima della malaria, per cui all’epoca non esistevano terapie, attraverso dei salassi: la morte di Cavour gettò grande discredito sulla sua figura. Colpito da entero-peritonite acuta, Riberi morì il 18 novembre 1861.
Lo ricordano il busto sulla Strada Provinciale di Valle a Bassura di Stroppo e la statua nell’atrio dell’Università di Torino. A lui sono intitolati inoltre l’Ospedale Militare di Torino e la Casa di riposo di Stroppo.




