
ARCIVESCOVO • Giulio Einaudi nacque nella borgata Rio di San Damiano Macra nel 1928 in una famiglia di agricoltori. Durante la prima guerra mondiale il padre aveva combattuto in fanteria insieme a suo fratello Pietro, negli Alpini, e al fratello sacerdote don Giovanni, nella sanità. Fu richiamato alle armi anche nel 1940, all’inizio della seconda guerra mondiale, ma dopo due mesi venne esonerato dal servizio militare per potersi occupare della famiglia. In questo conflitto persero la casa, il bestiame e i raccolti nell’incendio appiccato dai soldati tedeschi e repubblichini domenica 30 luglio 1944, che devastò San Damiano Macra.
Dopo gli studi in seminario a Saluzzo nel 1951 fu ordinato presbitero; nel 1954 giunse a Roma dove proseguì gli studi e conseguì una laurea in teologia morale e una in diritto canonico. Dal 1958 proseguì gli studi diplomatici della Santa Sede ed entrò in servizio effettivo nel 1960.
Il suo primo incarico fu quello di segretario di nunziatura nella delegazione apostolica di Bangkok, in Tailandia, dal 1960 al 1965. Poi venne trasferito come uditore di nunziatura alla delegazione apostolica di Washington, dove rimase fino al 1971, quando fu inviato come consigliere nelle nunziature apostoliche nel Ruanda e nel Burundi. Seguirono due anni in Portogallo.
Nel 1976 Papa Paolo VI lo nominò arcivescovo titolare di Villamagna di Tripolitania e pro-nunzio apostolico in Pakistan. Nel 1980 Papa Giovanni Paolo II lo trasferì alla nunziatura apostolica de L’Avana a Cuba, e nel 1988 in Cile. Nel 1992 venne nominato primo nunzio apostolico in Croazia dove rimase fino al 2003 quando presentò rinuncia per raggiunti limiti di età. Tornò in Italia e si stabilì a Busca con la sorella Anna; continuò a operare nella parrocchia di Busca, in quelle della Valle Maira e a livello diocesano.
Nel 2010 pubblicò il volume autobiografico Ricordi di un nunzio, don Giulio Einaudi. Morì il 28 dicembre 2017 e nel 2018 gli fu dedicata una sala collocata nell’antico palazzo vescovile di Saluzzo.



