
AMMIRAGLIO E CONSOLE • Giuseppe Lombardi è nato a Dronero l’11 maggio 1886 da Felice e Marianna Revelli, che ebbero ben 13 figli, cinque dei quali militari.
Giuseppe Lombardi entrò all’Accademia Navale di Livorno nel 1905, uscendone col grado di guardiamarina. Col grado di sottotenente di vascello prese parte alla guerra italo-turca, distinguendosi a Tripoli, dove combatté con la corazzata Sicilia e ricevendo una Medaglia d’Argento al Valor Militare. Era fratello maggiore del generale degli alpini Giacomo Lombardi, a capo della divisione di fanteria “Bresca” nel 1942 in Cirenaica, e del generale Carlo Lombardi del corpo della cavalleria, a capo della fanteria della 3ª divisione celere in Russia nel 1941/1942.
Durante la prima guerra mondiale Lombardi, col grado di tenente di vascello, fu comandante in seconda del cacciatorpediniere Francesco Stocco; durante il conflitto ricevette una Croce di Guerra al Valor Militare.
Nel 1923, come capitano di corvetta, partecipò allo sbarco a Corfù durante la crisi tra Italia e Grecia. Promosso a capitano di fregata, fu comandante dell’esploratore Luca Tarigo, e dal 1932 al 1935 addetto navale in Spagna e Portogallo.
Promosso a capitano di vascello, divenne comandante dell’esploratore Quarto e del Comando Superiore Navale Estremo Oriente. Comandò poi l’incrociatore Bari in Mar Rosso e tra 1935 e 1937, l’incrociatore pesante Bolzano e l’incrociatore leggero Emanuele Filiberto Duca d’Aosta.
Nel 1938 fu promosso a contrammiraglio e nominato comandante dell’Arsenale Militare Marittimo della Spezia; in seguito divenne comandante militare marittimo del Dodecaneso con sede a Rodi.
Rimpatriato nel 1940, fu promosso ad ammiraglio di divisione nella seconda guerra mondiale. Per circa un anno fu a capo del servizio informazioni della Regia Marina (Servizio informazioni segrete, SIS); poi passò al comando dell’VIII Divisione Navale, partecipando a diverse missioni di guerra.
Nel novembre 1941 la sua nave ammiraglia, l’incrociatore leggero Luigi di Savoia Duca degli Abruzzi, venne gravemente danneggiata da aerosiluranti durante una missione di scorta a convogli diretti in Libia.
Nel 1942 fu nominato Comandante Superiore della Marina in Libia, con sede a Tobruk. In tale ruolo, tra il 13 ed il 14 settembre 1942, diresse la resistenza italo-tedesca a un colpo di mano britannico volto ad occupare temporaneamente Tobruk: le forze sotto il suo comando respinsero tutti gli attacchi da terra e da mare, infliggendo agli attaccanti quasi 1400 perdite, con 66 tra morti e feriti. Per questa vittoria, Lombardi fu decorato con la croce di cavaliere dell’Ordine Militare di Savoia.
Nell’agosto 1943 gli fu affidato il Comando Militare Marittimo della Grecia Occidentale (Marimorea), con sede a Patrasso. Dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, mentre le forze tedesche muovevano per occupare Patrasso, Lombardi ordinò la partenza di tutte le navi presenti nei porti di sua giurisdizione, che poterono raggiungere quasi tutte l’Italia. Successivamente, posto di fronte alla scelta di collaborare coi tedeschi e aderire alla Repubblica di Salò, rifiutò ogni collaborazione. Fu quindi dichiarato prigioniero di guerra e inviato nel campo di prigionia di Schokken in Polonia, dove rimase fino al gennaio 1945, quando fu liberato dall’Armata Rossa, e rimpatriato nel 1946.
Fu promosso ad ammiraglio di squadra nel 1952, e si trasferì in Argentina, dove svolse l’incarico di console d’Italia a Tucuman; tornò in Italia nel 1957, e morì a Roma il 25 marzo 1978.



