
ARTISTA • Matteo Pietro Olivero nacque a Pratorotondo, frazione di Acceglio, il 15 giugno 1879. Nel 1881 il padre morì di colera e la madre Lucia Rosano si trasferì col bambino a Dronero. Nel 1891 i due si spostarono a Cuneo, dove Matteo frequentò la Regia Scuola Tecnica Sebastiano Grandis, dimostrando il proprio talento per il disegno e realizzando i primi acquerelli nel 1895. Nel 1896 la madre vendette il podere di famiglia per permettere al figlio di frequentare l’Accademia Albertina delle Belle Arti a Torino, dove si avvicinò anche alla scultura e nel 1900 realizzò il Rejetto, un busto in gesso che espose alla Promotrice di Torino. Nello stesso anno visitò l’Esposizione Universale di Parigi, scoprendo il divisionismo.
Nel 1902 Matteo tornò ad Acceglio, dove trasse ispirazione per Ultime capanne, l’opera da esporre alla prima Quadriennale d’Arte di Torino, tenutasi al Valentino presso la Società Promotrice delle Belle Arti.Incontrerà qui Giovanni Pellizza da Volpedo, venuto a esporre Il Quarto Stato. Divenuto uno dei massimi esponenti del divisionismo, attraverso il disegno puntinato Olivero ricercava con ossessione maniacale la perfetta resa degli effetti della scomposizione luminosa, affermando la propria vocazione paesaggistica e fissando sulla tela volti, luoghi e situazioni dell’ambiente alpino.
Nonostante le grandi capacità e i riconoscimenti, a causa del suo carattere schivo e introverso non riuscì a godere di un pieno successo, e alla morte della madre nel 1930 cadde in depressione. La mattina del 28 aprile 1932 si tolse la vita gettandosi dalla finestra dell’abbaino nel suo studio a Saluzzo.














