
SACERDOTE E PREDICATORE • Riccardo Lombardi nacque a Napoli dalla celebre famiglia dronerese dei Lombardi, figlio di Emma Vallauri (fondatrice dell’Unione donne dell’Azione cattolica) e del senatore Luigi Lombardi, fratello maggiore di Gabrio Lombardi, giurista e uomo politico, e di Pia Lombardi, deputata democristiana.
Iniziò a studiare Giurisprudenza, ma nel dicembre del 1925, visitando in Vaticano una mostra sulle missioni, comprese la propria vera vocazione e tre mesi dopo entrò nella Compagnia di Gesù, venendo assegnato al Collegio degli scrittori della Civiltà Cattolica. Fu ordinato sacerdote nel 1936, e si laureò prima in filosofia e poi in teologia. Nel 1938, ancora studente della Gregoriana, iniziò a predicare, prima nelle università, poi nelle piazze e nei teatri italiani, incitando il popolo a una rigenerazione morale. Nei suoi discorsi esordiva con l’incipit “Gesù mi ha detto”.
Prima delle elezioni del 1948 predicò a Milano la Crociata della bontà, esortando la popolazione alla conversione personale e collettiva, alla riconciliazione e alla giustizia sociale. Minacciato di morte, fu costretto a viaggiare sotto scorta. Fu anche predicatore radiofonico di grande successo, diventando noto presso il grande pubblico come «il microfono di Dio». L’impegno e l’attività del gesuita erano seguiti attentamente da Pio XII, che gli affidò il compito di dare seguito all’appello Per un mondo migliore, che il papa trasmise dai microfoni della Radio Vaticana il 10 febbraio 1952. Ne nacque, all’inizio degli anni cinquanta, il movimento ecclesiale Per un mondo migliore. L’azione di Lombardi consistette nel realizzare corsi, incontri per sacerdoti e laici: desiderava che il movimento si fondesse con quello dei focolarini, ma questa idea trovò l’opposizione della Curia. Pio XII lo autorizzò a collaborare anche con i giornali, superando il divieto formulato da Pio X. Con il pontificato di Giovanni XXIII il suo ruolo fu ridimensionato. Nel 1961 Padre Lombardi pubblicò il libro Concilio: per una riforma nella carità, in cui chiedeva l’abbandono di ogni carrierismo nel clero e l’elezione del papa anche tra i non-cardinali. Il volume non fu ben accolto dalla Santa Sede. All’apertura del Concilio Vaticano II, padre Lombardi non fu convocato. Nonostante questa esclusione, alla chiusura del Concilio viaggiò in America Latina e in Asia «per far vivere il Concilio in tutti i continenti». Ebbe così modo di conoscere da vicino le diverse culture e religioni del mondo, persuadendosi sempre più che «siamo tutti figli di un unico Dio che parla a ciascuno nella sua coscienza». Da questa riflessione maturò l’ultimo dei suoi trenta libri, La Chiesa e il Regno di Dio.
Colpito da depressione, rimase immobilizzato e morì, quasi nell’anonimato, il 14 dicembre 1979 a Rocca di Papa (Roma).



